UbuntuStudio: il multimedia editing/creation di casa GNU/Linux

Ubuntu Studio

Come intuibile dal suo nome, UbuntuStudio non è altro che Ubuntu ma pensato e sviluppato per i professionisti dell’audio/video editing.

Per chi deve installare un sistema operativo ex-novo, UbuntuStudio è reperibile sul suo sito ufficiale.

Se si vuole, invece,  trasformare il sistema Ubuntu in UbuntuStudio, bisogna installare i seguenti pacchetti:

Quindi, apriamo il terminale e diamo il seguente comando (o semplicemente cliccare sui collegamenti di cui sopra):

sudo apt-get install ubuntustudio-desktop ubuntustudio-audio ubuntustudio-audio-plugins ubuntustudio-graphics ubuntustudio-video

Il wiki ufficiale di Ubuntu consiglia, giustamente, l’uso di un kernel real time

Per far ciò, bisogna installare il pacchetto linux-rt, dopodicchè abilitare i permessi al gruppo «audio», digitando il seguente comando all’interno di una finestra di terminale:

sudo su -c 'echo @audio - rtprio 99 >> /etc/security/limits.conf'
sudo su -c 'echo @audio - memlock 250000 >> /etc/security/limits.conf'
sudo su -c 'echo @audio - nice -10 >> /etc/security/limits.conf'

Fatto ciò, riavviare il sistema e selezionare il nuovo kernel dalla schermata d’avvio.

Buon Editing!!

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Riforma al DPR. 328/2001

16 dicembre 2009 ..::M)o(RpHeUs::.. 1 commento

Pubblico l’articolo, preso da Lavoro&Futuro, riguardante la Riforma al DPR 328/2001.

IL CASO: LA MOZIONE DEL CNSU AL CUN PER IL RICONOSCIMENTO DI ABILITAZIONI PIÙ EQUE E CONGRUE AGLI INGEGNERI ELETTRONICI

Ingegneri nel mirino delle abilitazioni

Nel panorama lavorativo attuale, sempre di più, i giovani professionisti rivolgono le loro risorse e impegno verso l’attività autonoma, favorendo la nascita di studi consociati.
Ma che cosa succede se sono proprio le leggi a frenare le sane ambizioni professionali dei giovani lavoratori?

Il DPR. 328/2001 - Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti – in merito alle disposizioni che disciplinano l’albo degli ingegneri, mostra dei punti “oscuri” che necessitano un’attenta analisi.

Il suddetto decreto procede a una divisione dell’albo degli ingegneri in tre settori: Civile-Ambientale, Industriale e Informazione a cui corrispondono determinate categorie di lauree specialistiche.
Da un’accurata lettura della legge emerge un’incongruenza “normativo professionale”: gli ingegneri elettronici, non potendo iscriversi al settore industriale (in quanto la loro laurea rientra nel settore dell’Informazione) non sono abilitati alla progettazione di impianti elettrici e fotovoltaici.
Questi ultimi sono impianti relativi al trasporto dell’energia e, non all’informazione, e dunque materia dell’ingegnere industriale.

Come nasce il caso.

La causa, sostenuta dal CNSU-Centro Nazionale Studenti Universitari, è partita da alcuni studenti della Facoltà di Ingegneria di TorVergata, coordinati dal Dott. Luca Di Nunzio, il quale si è adoperato per la ricerca di un appoggio a favore di questa battaglia per un’abilitazione equa e congrua ad esercitare la propria professione, rivolgendosi prima ai docenti e, poi, creando un proprio forum on line. Nell’agorà digitale “incontra” uno studente che gli illustra il funzionamento del CNSU, segnalandogli, in particolare, uno dei componenti del CNSU, il dott. Gianni Cossu.
Quest’ultimo si fa carico della problema-tica e presenta la mozione al CUN affinché il MIUR si attivi e corregga il D.P.R.

Attualmente è in atto un’intensa raccolta firme tra professori e ingegneri così da avviare un’azione partecipativa e condivisa.

Ma quali sono le incongruenze normative?

  1. Un ingegnere elettronico non può non progettare un impianto fotovoltaico dal momento che questo è costituto da componenti elettronicce;
  2. Un ingegnere elettronico ha conoscenze elettroniche, superiori alla maggiore parte degli ingegneri appartenenti al settore industriale, ma a differenza di questi, ai sensi del decreto non può progettarli;
  3. Non sono definite le competenze per la progettazione di impianti misti energia/informazione (onde convogliate; secondo il DPR. 328/2001 gli impianti di automazione rientrano tra le materie degli ingegneri dell’informazione, tuttavia il D.M. N.37 del 2008 li considera impianti elettrici e dunque di competenza dell’ingegnere industriale;
  4. Il D.M N. 37 del 2008 stabilisce che gli impianti radiotelevisivi ed elettronici sopra una certa alimentazione sono da considerarsi impianti elettrici. Un impianto elettronico/radiotelevisivo è un impianto di trasporto dell’informazione non di energia.

LA MOZIONE PRESENTATA AL CUN

Si richiede una revisione dell’art. 47 del predetto D.P.R. con l’inclusione al comma b (settore industriale) della classe di laurea in ingegneria elettronica.
Tale modifica darebbe anche ai laureati in elettronica la possibilità di sostenere l’esame di abilitazione alla professione nel settore industriale, così come, d’altra parte, già previsto dal DPR per le lauree in ingegneria automatica, biomedica e gestionale, classi di laurea contemporaneamente presenti in tutti e due settori dell’ingegneria industriale e dell’informazione.

Articolo in PDF

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Google sperimenta le transazioni per la sua home-page

Ultimamente Google si sta concentrando parecchio sulla grafica della sua home page. Quale sia il motivo non ci è dato saperlo. Forse, temendo il suo rivale bing, tenta di deviare la concentrazione su di esso, facendo parlare sempre di se. Secondo me, potrebbe essere una soluzione.

Detto questo, verso le tre di stamattina noto con stupore che Mountain View ha applicato l’effetto “dissolvenza in entrata” all’homepage del suo motore di ricerca(www.google.it).

Di seguito le immagini.

1)La pagina come si presenta all’inizio google_

2) L’effetto

google_trans

google_trans2

Di seguito il video:

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Post dal passato:
Adattare la grafica di Wine con quella di sistema

Wine è sicuramente uno dei software più usati nel mondo Gnu/Linux. Scommetto però che tra le migliaia di persone che lo hanno usato, apprezzandone le qualità tecniche, molte hanno notato il pessimo look delle applicazioni windows che fa girare. Io sono uno tra i tanti ma sinceramente non ci ho mai fatto molto caso. Qualche giorno fa però, mi sono casualmente imbattuto in questo wiki, che oltre all’installazione di Wine, spiega anche come cambiarne lo schema dei colori, per farlo integrare meglio col tema di default di Ubuntu. Inizialmente non ci ho fatto molto caso, ma poi dato che è un procedimento semplicissimo, che richiede poco tempo, ho deciso di provarlo. Se anche voi avete qualche minuto da perdere, beh ecco come si fa:

copiate questo testo, aprte il terminale e date:

sudo gedit ~/.wine/user.reg

Rimpiazzate la sezione [Control Panel\\Colors] con il testo precedentemente copiato, salvate e chiudete.

Una volta avviato Wine vi renderete subito conto del cambiamento.

Cito Fonte 

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